Parlare di soldi è ancora un tabù?
Hai mai chiesto a una collega o a un collega quanto guadagna? Hai mai chiesto ai tuoi genitori a quanto ammonta il vostro patrimonio familiare? Ti hanno mai spiegato come gestire i soldi da adulto?
Probabilmente la risposta a queste domande è “no”, perché ancora oggi parlare di denaro e della sua gestione è considerato un tabù. Culturalmente, la dimensione economica continua infatti a essere vista come un fatto privato, di cui è meglio non discutere o chiedere per paura di passare da maleducati.
Due fonti per l'educazione finanziaria
Sin da bambini, abbiamo due fonti principali per apprendere come gestire il denaro: la scuola e la famiglia.
Per quanto riguarda la scuola, la maggior parte degli Istituti italiani non prevede programmi strutturati sull’educazione finanziaria, eliminando così il tema finanziario da qualsiasi forma di dibattito.
Di conseguenza, le informazioni che i bambini ricevono sul tema provengono dalla famiglia, dove però gran parte degli insegnamenti avvengono in forma tacita.
L'educazione finanziaria in famiglia
L’educazione finanziaria si impara cioè osservando le abitudini di spesa e di risparmio dei propri genitori, assorbendo valori e principi che possono influire sul nostro futuro modo di gestire i soldi. Tutto questo però avviene senza ricevere indicazioni specifiche o senza che ci siano approfondimenti su questi temi.
Secondo un’indagine condotta dall’OCSE e da Banca d’Italia nel 2022, oltre il 40% dei giovani studenti afferma di non parlare mai di tematiche economiche o di budget in casa.
Lasciare la responsabilità dell’educazione finanziaria alle famiglie può quindi essere problematico perché:
- In molti casi è assente e quindi molti giovani si ritrovano senza preparazione sul tema
- I genitori potrebbero non avere conoscenze approfondite o una buona gestione del denaro
- Potrebbero aumentare le disuguaglianze, perché chi proviene da contesti con maggiore consapevolezza finanziaria tenderà ad essere avvantaggiato rispetto a chi ha un background differente
Spesso, inoltre, nelle famiglie vengono riproposti schemi di divisione dei ruoli che vedono l’uomo come il principale responsabile del patrimonio di famiglia. In questo modo, le donne rischiano di non consolidare conoscenze finanziarie e non sviluppare così un’autonomia decisionale, rimanendo incastrate in situazioni di dipendenza economica. Questa esclusione dalla sfera economica le espone anche a pericoli maggiori, come il rischio di subire forme di violenza economica di genere.
Visto quindi il quadro attuale, diventa ancora più importante avviare un cambiamento sociale, accompagnato da percorsi di educazione finanziaria accessibili a tutte e a tutti, che dotino le nuove generazioni (e non solo) di strumenti per affrontare tematiche economiche e per investire e gestire i soldi.

