Legge di bilancio 2026: come cambia la pensione? – Parte 2
In questo articolo abbiamo parlato delle novità della bozza della Legge di Bilancio 2026, in particolare della riattivazione dell’adeguamento automatico dei requisiti.
Guardiamo adesso le altre misure, nello specifico il rinnovo di Ape Sociale e le novità che riguardano gli investimenti nei fondi pensione.
Rinnovo di Ape Sociale
Il testo della legge di bilancio rinnova per un altro anno, fino al 31 dicembre 2026, Ape Sociale, ovvero un’indennità temporanea che tutela chi si trova in una condizione di particolare difficoltà.
È infatti un sostegno economico destinato a chi, per motivi lavorativi o personali, non può accedere subito alla pensione e viene quindi accompagnato fino alla maturazione del diritto pensionistico.
Potranno continuare a richiedere questa misura coloro che:
- hanno compiuto 63 anni e 5 mesi e non percepiscono altre pensioni dirette
- hanno cessato l’attività lavorativa
- possiedono tra 30 e 36 anni di contributi, a seconda del profilo; le donne possono beneficiare di una riduzione del requisito contributivo di 12 mesi per figlio, fino a un massimo di due anni.
L’Ape Sociale inoltre è riservata a chi rientra in una delle seguenti situazioni:
- disoccupati involontari con almeno 30 anni di contributi;
- caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare con disabilità grave;
- lavoratori con invalidità civile pari o superiore al 74%;
- dipendenti impiegati in attività gravose, con almeno 36 anni di contributi (ridotti a 32 per alcune categorie). In quest’ultimo caso, l’attività gravosa deve essere stata svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni o per 6 anni negli ultimi 7 anni.
Nel testo della manovra è inoltre confermato che durante il periodo di fruizione dell’Ape Sociale non è possibile svolgere attività lavorativa, salvo quella autonoma occasionale entro 5.000 euro annui, pena la perdita del beneficio.
Novità per gli investimenti dei fondi pensione
Il legislatore ha introdotto alcune modifiche agli articoli del Decreto Legislativo 252/2005, la legge di riferimento per la previdenza complementare, con l’intento di orientare una parte delle risorse gestite dai fondi pensione verso investimenti strategici per lo sviluppo del Paese.
L’obiettivo è favorire la crescita nei settori delle infrastrutture e dell’innovazione, mantenendo però saldo il rispetto dei principi di prudenza e diversificazione che da sempre guidano la gestione del risparmio previdenziale.
Cosa manca nella manovra
Il testo della manovra ha suscitato sorpresa tra gli osservatori non tanto per le misure effettivamente presenti, quanto per le assenze. In questa prima versione, infatti, non compaiono gli articoli che avrebbero dovuto prorogare al 2026 alcune forme di pensionamento flessibile, come Quota 103 e Opzione Donna, di fatto segnandone l’interruzione.
La bozza della Legge di Bilancio è, come sempre, un punto di partenza: nel corso dell’iter parlamentare non è escluso che vengano presentati emendamenti per modificare o attenuare le misure più rigide.
In sintesi
La Legge di Bilancio 2026 rappresenta un passaggio cruciale per la previdenza italiana.
Dopo anni di misure sperimentali e deroghe annuali, il governo sceglie di tornare a un quadro più strutturale, legato all’evoluzione demografica e alla sostenibilità finanziaria.
Il prezzo di questa stabilità è una riduzione della flessibilità, che si farà sentire soprattutto tra i lavoratori prossimi alla pensione e tra chi ha avuto percorsi di carriera discontinui.
Per i futuri pensionati, la parola chiave dei prossimi anni sarà pianificazione.
In un sistema pubblico che torna a regole rigide, la capacità di costruire in anticipo la propria strategia pensionistica, anche attraverso un fondo pensione, diventa fondamentale per mantenere il controllo sui tempi e sull’importo della propria pensione.
Se vuoi esaminare in modo approfondito la tua situazione pensionistica, contattami e vediamo qual è la soluzione migliore per te.

