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Il promotore finanziario: accanto a te in ogni fase di vita

Il compito di un buon promotore finanziario.

Non l’unico, ma di sicuro il più importante compito che spetta a un buon promotore finanziario, oggi, è quello di accompagnare il cliente verso la realizzazione dei suoi obiettivi lungo tutto il percorso della sua vita.

Il denaro è riserva di valori, è trasferimento di risorse nel tempo: a un certo punto della vita deve mettersi a lavorare per noi.

Ecco perché le scelte di oggi avranno un fortissimo impatto sul nostro futuro.

È vero, eventi inattesi possono cambiare drasticamente il corso della nostra vita, ma gli eventi attesi ne definiscono il percorso, sono tappe facilmente prevedibili alle quali possiamo e dobbiamo giungere preparati.

Franco Modigliani e il Ciclo di vita

La teoria del Ciclo di vita di Franco Modigliani, premio Nobel per l’economia nel 1985, ci insegna che i bisogni nell’economia personale e familiare mutano di pari passo con le tappe della nostra vita.

Sono tre le fasi fondamentali del ciclo vitale e finanziario della famiglia:

  1. La fase dell’ accumulazione, caratterizzata da flussi di risparmio che in valore attuale sono di entità rilevante rispetto agli stock di ricchezza accumulata;
  2. La fase del consolidamento della ricchezza, con gli stock che iniziano a diventare rilevanti grazie al processo di accumulazione del risparmio e al rendimento composto degli investimenti dello stesso;
  3. La fase della distribuzione della ricchezza, durante la quale la famiglia presente e futura vive anche grazie ai frutti della ricchezza accumulata.
Qual è il ruolo del promotore finanziario?

Di fronte a queste fasi il ruolo dei consulenti finanziari consiste nell’aiutare a organizzare le risorse finanziarie della famiglia, nel tener conto degli obiettivi dell’investitore durante tutto il suo ciclo di vita e nel mixare opportunamente i diversi strumenti finanziari, assicurativi e previdenziali.

Per farlo dobbiamo fare in modo che il cliente tenga di conto di 5 regole essenziali a cui far corrispondere la nostra azione pianificatoria:

✅ Regola n. 1: proteggersi dai rischi

Questa regola risponde a un’esigenza che sussiste durante quasi tutto il ciclo di vita del l’investitore, o almeno fino al termine della vita lavorativa e fino a quando i figli non raggiungono l’età adulta e l’indipendenza economica.

Tutto parte dal presupposto che è fondamentale proteggere il capitale umano dal rischio che si verifichino i cosiddetti “eventi rari” e di grande impatto che possono condizionare il benessere dell’investitore: eventi quali il decesso, l’invalidità permanente, la perdita del lavoro, eventi connessi con la responsabilità civile verso terzi o eventi che possono avere come conseguenza il danneggiamento dei beni immobili e non solo.

✅ Regola n. 2: tutelare il tenore di vita futuro garantendosi una pensione integrativa adeguata.

Dobbiamo tenere conto della situazione gravemente debitoria dello Stato, dello sviluppo statisticamente negativo della demografia italiana che nel futuro porterà a conseguenze importanti per il basso livello delle nascite rispetto a un allungamento della vita media: assisteremo a un progressivo spostamento in avanti dell’età lavorativa dei giovani e quindi all’impatto che tutto questo potrà avere sul rapporto tra contribuzioni ed erogazioni delle pensioni pubbliche future. È meglio giocare d’anticipo.

✅ Regola n. 3: accumulare e investire

Occorre pensare a investire da subito parte dei flussi di reddito mensile per farli fruttare periodicamente attraverso un piano di accumulo del risparmio che possano garantire rendimenti medi annui importanti anche con piccole cifre, in grado di creare futuri stock di capitale da destinare ai piani obiettivo previsti.

✅ Regola n. 4: gestire efficientemente la ricchezza finanziaria

Occorre cambiare l’abitudine degli italiani di auto assicurarsi attraverso la liquidità. Non dobbiamo tornare al concetto di tenere i soldi liquidi perché “non si sa mai”, ma assicurarsi: trasferire i rischi più importanti a una compagnia di assicurazione serve a liberare risorse che potranno essere investite molto più efficientemente con orizzonti temporali e scadenze realmente in linea con le esigenze del l’investitore.

Perché la liquidità rappresenta un costo, un costo che si chiama inflazione e che erode il potere di acquisto del denaro nel tempo.

✅ Regola n. 5: gestire la distribuzione della ricchezza

Questo si può fare con una pianificazione successoria attuata in vita, attenta a ottimizzare un eventuale pesante prelievo fiscale sul patrimonio che può derivare dal passaggio generazionale del patrimonio agli eredi. Andranno utilizzati tutti quegli strumenti legalmente consentiti dalla normativa vigente per trasmettere tale patrimonio evitando contenziosi familiari e onerose successioni.

Vuoi approfondire questo argomento? Contattami gratuitamente e senza impegno: prenderemo insieme un caffè finanziario, dal vivo o a distanza, e capiremo come posso esserti utile.




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